Mascherine.
Ovvero quell’indispensabile accessorio che, in via teorica, dovrebbe
coprire naso e bocca per ridurre la circolazione di virus in presenza di altri esseri
umani.
Per fortuna molti hanno preso seriamente l’idea che questo oggetto
possa avere una notevole utilità pratica, ma è esperienza comune che venga
talvolta indossato e “interpretato” dai suoi utilizzatori nei modi più
disparati e più creativi.
Senza pretese di esaustività, ho provato a caratterizzare alcune di queste
tipologie umane.
· QUELLO CHE SI PROTEGGE LE TASCHE DAL CONTAGIO. In
realtà non usa la mascherina, ma la tiene in tasca, per poi ripescarla
precipitosamente nel caso in cui sbuchi un Tutore dell’Ordine di qualsivoglia
natura (Poliziotto, Carabiniere, Finanziere; Vigile Urbano, Guardia Forestale,
Ausiliario del Traffico, Capo Scout, Messo Comunale) da cui teme di beccarsi
una multa.
· QUELLO CHE ADORA LE SCIARPE. La mascherina c’è,
ma è portata sotto il mento, sul collo, tipo pashmina. In questo modo le
orecchie gli calano verso il basso con un tenerissimo effetto “Nano Cucciolo”
che lo rende davvero adorabile.
· CAPPELLO ANTIVIRUS. Interpreta la mascherina in
modo opposto e alternativo all’uomo che adora le sciarpe. Lui la mascherina la
solleva sulla fronte, talvolta proprio sulla sommità del capo, dove la scorda,
finendo per farcisi anche la doccia. Poi si stupisce se i capelli non vengono
morbidi.
· IL SALISCENDI. Eterno indeciso o cronico
insofferente, passa tutto il tempo a spostare la mascherina di qua e di là, più
su o più giù, un po’ a destra un po’ a sinistra, toccandola ripetutamente in
ogni dove in modo da renderla l’oggetto potenzialmente più virale e pericoloso dell’universo.
Una singola mascherina di proprietà di un utilizzatore di questo tipo, abbandonata
in un luogo pubblico, è in grado di infettare una città di medie dimensioni con
almeno 7 tipi di virus differenti, un paio dei quali sconosciuti alla scienza
ufficiale.
· QUELLO CHE SOLO LA BOCCA E’ PERICOLOSA. Porta la
mascherina sulla bocca lasciando scoperto il naso. Evidentemente questo
soggetto è convinto che il naso non serva per respirare ma solo per estrarvi, con
accurate spedizioni speleologiche, caccole di varie forme durante le soste in
macchina al semaforo. Oppure ha un naso di notevoli dimensioni e spera che le
donne che incontra credano al becero luogo comune che dice che ci sarebbe una
relazione diretta tra le dimensioni del naso e quelle del pene. Temo che tale
luogo comune abbia scarso fondamento scientifico, mentre è molto più probabile
che vi sia una relazione diretta tra il fare cose insensate, tipo indossare
mascherine lasciando libero il naso di respirare virus, e le dimensioni modeste
del cervello.
· QUELLO CONVINTO DI ESSERE CIRCONDATO DA SORDI. Costui
tiene diligentemente la mascherina su naso e bocca… fino a quando non deve
parlare con qualcuno. Allora la abbassa per farsi sentire meglio, sputacchiando
doppler a mitraglia a distanza talvolta superiore a quella a cui un essere
umano medio è in grado di lanciare un sampietrino durante i simpatici
battibecchi coi Celerini alle manifestazioni di protesta.
· QUELLO CHE SPERA LA PANDEMIA NON FINISCA MAI.
Tiene la mascherina perfettamente posizionata a protezione di gran parte del
viso, lasciando scoperti solo gli occhi. Dal punto di vista della lotta al
proliferare dei virus è un soggetto encomiabile. Peccato che la motivazione
vera sia che sotto la mascherina è brutto come la fame e che la mascherina gli
serva per nascondersi più che per proteggersi. Andrebbe tutto bene se non fosse
che, per poter continuare a nascondersi dietro la mascherina, passa il tempo
libero a starnutire apposta sulle maniglie delle porte…
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...cacchio guardi? |